In breve

Télex du 6 avril 1944 (© CDJC / Mémorial de la Shoah)

In breve

Il telex firmato da Klaus Barbie che attesta l’arresto della colonia di Izieu il 6 aprile 1944 viene prodotto in due grandi processi.

Al processo di Norimberga nel 1946, Edgar Faure, vice delegato del Governo della Repubblica francese, rappresenta l’accusa per la Francia.
Durante la sua arringa, con cui fornisce le prove delle azioni criminali commesse dai nazisti e della loro politica di deportazione e di sterminio degli Ebrei, rievoca l’arresto e la deportazione dei bambini di Izieu.
Si tratta di crimini contro l’umanità.

Legge il telex del 6 aprile 1944, che allega al suo fascicolo, e aggiunge:

« Credo che si possa dire che c’è qualcosa di ancora più scioccante ed orribile della cattura materiale dei bambini; è il carattere amministrativo, il resoconto che ne viene fatto seguendo la via gerarchica, la conferenza in cui vari funzionari ne parlano tranquillamente come di una delle loro normali procedure di servizio; è che tutti gli ingranaggi di uno Stato, parlo dello Stato nazista, sono per l’occasione messi in movimento e per quello scopo.  »

Al processo di Klaus Barbie nel 1987 a Lione questo documento, ritrovato negli archivi del Centro di Documentazione ebrea contemporanea, costituisce una delle prove principali che permetteranno di pronunciarne la condanna per crimini contro l’umanità.

« Voglio dire, soprattutto alla difesa di Barbie, che Barbie ha sempre detto di occuparsi esclusivamente dei resistenti e dei partigiani. Insomma, di nemici dell’esercito tedesco. Mi chiedo: “I bambini, i 44 bambini, cos’erano? Erano dei resistenti? Erano dei partigiani? Che cos’erano? Erano degli innocenti!” »
Sabine Zlatin, fondatrice della colonia di Izieu
Testimonianza al processo Barbie, 13a udienza, 27 maggio 1987