Altri processi (nazionali)

Altri processi

 

I processi nazionali

 

Migliaia di criminali di guerra vengono giudicati nei luoghi in cui sono stati commessi i crimini, in particolare in Polonia (a Cracovia nel 1947 processo di Rudolf Höss, comandante del campo di Auschwitz, e di quaranta SS del campo), Ungheria, Norvegia, Romania, Cecoslovacchia e URSS.

 

Nel 1947 Simon Wiesenthal (1908-2005) crea in Austria un centro di documentazione storica che si dedica a ritrovare i criminali nazisti ed a fornire alla giustizia le prove dei loro crimini.

In Germania

 

Le giurisdizioni condannano circa seimila persone. Vengono pronunciate alcune condanne all’ergastolo ma nell’insieme il numero di sentenze e condanne resta moderato.
Tra il 1963 e il 1965 a Francoforte sul Main si svolgono i processi di una ventina di responsabili del campo di Auschwitz. Dal 1975 al 1981 a Düsseldorf si tengono i processi dei responsabili del campo di Maïdanek.
All’inizio degli anni ’80 si svolgono altri processi. Grazie alla lotta condotta da Serge e Beate Klarsfeld, vengono giudicati tre alti responsabili della deportazione degli Ebrei di Francia: Kurt Lischka, Herbert Hagen e Ernst Heinrichsohn, condannati rispettivamente a 10, 6 e 12 anni di reclusione dalla Corte di Assise di Colonia nel 1981.

 

In Israele

 

Il processo di Adolf Eichmann (ritrovato e prelevato in Argentina) si svolge e Gerusalemme per più di quattro mesi, dall’aprile all’agosto 1961 con un’eco internazionale. L’atto di accusa, presentato dal procuratore generale di Israele Gideon Hausner, comprende quindici capi d’accusa raggruppati in crimini contro il popolo ebreo, crimini contro l’umanità, crimini di guerra e appartenenza ad un’organizzazione criminale. I numerosissimi testimoni che si succedono alla sbarra contribuiscono a disegnare un quadro delle modalità concrete dello sterminio degli Ebrei in Europa. Dichiarato colpevole di tutti i capi d’accusa che gli sono stati addebitati, Adolf Eichmann viene condannato a morte nel dicembre 1961 ed impiccato il 1° giugno 1962.

 

Nel 1987-1988 John Demjanjuk, accusato di aver partecipato alle operazioni di gasaggio nel campo di sterminio di Treblinka (Polonia), viene processato in Israele dopo essere stato estradato dagli Stati Uniti, dove viveva dall’inizio degli anni cinquanta. La sua condanna a morte viene annullata dalla Corte di Cassazione israeliana a causa di un dubbio sulla sua identità.
Di ritorno negli Stati Uniti, viene nuovamente estradato nel 2009, questa volta ricercato in Germania dove è accusato di complicità nello sterminio di 27.900 Ebrei nel campo di sterminio di Sobibor (Polonia).

 

In Francia

 

Dopo la Liberazione sono diverse le giurisdizioni che processano numerosi responsabili francesi o tedeschi.
L’espressione « crimine contro l’umanità » non è ancora utilizzata e le azioni giudiziarie non introducono direttamente la persecuzione degli Ebrei.

 

L’Alta Corte di giustizia della Liberazione giudica alcuni responsabili politici per « tradimento e intelligence con il nemico ».
Alcuni sono condannati a morte: Philippe Pétain il 15 agosto 1945; Pierre Laval, presidente del Consiglio, il 10 ottobre; Joseph Darnand, fondatore del Servizio d’ordine legionario e della Milizia, il 5 ottobre. La pena di Pétain viene commutata nel carcere a vita. Gli altri due vengono giustiziati. René Bousquet, segretario generale di polizia nel secondo governo Laval, viene giudicato il 23 giugno 1949 e condannato alla « perdita dei diritti civili » per la partecipazione al governo di Vichy.

 

Le Corti di giustizia (una per ogni corte d’appello, divise in tante sezioni quanti sono i dipartimenti) giudicano i collaboratori.
Le operazioni di « intelligence con il nemico » sono giudicate dalle sezioni dipartimentali. Così furono condannati a morte Robert Brasillach a Parigi e Charles Maurras a Lione. Anche Paul Touvier, ma in contumacia, ossia in sua assenza, a Lione e Chambéry.
I fatti meno gravi vengono giudicati dalle sezioni civili, che pronunciano le pene di « indegnità nazionale ».

 

I tribunali militari giudicano i Tedeschi per « crimini di guerra ». A Lione Klaus Barbie, responsabile della Gestapo nella città, viene condannato a morte in contumacia nel 1952 e nel 1954. A Bordeaux vengono giudicati a gennaio 1953 ventuno membri della divisione Das Reich, tra cui dodici alsaziani incorporati di forza, responsabili del massacro di Oradour-sur-Glane (Haute-Vienne). Nel 1954 a Parigi, Knochen, generale SS responsabile del SIPO-SD in Francia, ed il suo subordinato Oberg vengono condannati a morte; ottengono la grazia nel 1958 e sono rinviati in Germania nel 1962 dopo diciassette anni di detenzione. Nel 1954 a Parigi, Aloïs Brunner, diretto collaboratore di Aldolf Eichmann e responsabile del campo di Drancy da giugno 1943 ad agosto 1944, viene condannato a morte in contumacia dal tribunale militare. Nel 1990 sembra trovarsi in Siria. Nel 2001 è nuovamente condannato in Francia in contumacia (ergastolo).

In totale saranno eseguite più di ottocento condanne a morte nell’ambito giudiziario. Parallelamente sono state operate quattromila esecuzioni « sommarie ».

In Francia i processi per « crimini contro l’umanità » si svolgono solo dagli anni ’70.

 

Il francese Paul Touvier, uno dei capi della Milizia del Rhône
Nel 1973 viene presentata una denuncia nei confronti di Paul Touvier per crimini contro l’umanità.
Condannato in contumacia alla Liberazione, aveva ottenuto la grazia dal presidente della Repubblica Georges Pompidou.
Dopo una lunghissima battaglia procedurale, Touvier viene accusato nel 1981 ed arrestato nel 1989 in un priorato. Ad aprile 1992 usufruisce però di un proscioglimento pronunciato dalla Corte d’Appello di Parigi ma l’ordinanza viene cassata.
Touvier è infine giudicato a Versailles dal 17 marzo al 20 aprile 1994 dalla Corte d’Assise di Yvelines. Viene condannato alla reclusione criminale a vita per complicità in crimini contro l’umanità (esecuzione di sette ostaggi ebrei a Rillieux-la-Pape).
È morto in prigione il 17 luglio 1996 all’età di ottantuno anni.

 

Il francese Maurice Papon, alto funzionario
Nel 1981 la stampa svela le responsabilità di Maurice Papon nelle deportazioni degli Ebrei della Gironda. Segretario generale della prefettura della Gironda tra il 1942 e il 1944, l’alto funzionario era prefetto di polizia a Parigi quando, il 17 ottobre 1961, fu violentemente repressa la manifestazione degli Algerini che protestavano contro il coprifuoco che era stato loro imposto. Fu ministro delle Finanze dal 1978 al 1981.
Messo sotto accusa nel 1983, sarà lasciato libero e giudicato solo quattordici anni dopo dalla Corte d’Assise della Gironda. È il processo più lungo della storia giudiziaria francese: si svolge dall’8 ottobre 1997 al 2 aprile 1998 ed è uno dei rari in cui l’accusato non dorme in prigione. Maurice Papon è condannato a 10 anni di reclusione criminale per complicità in crimini contro l’umanità (arresti e sequestri per quattro convogli di deportazione partiti da Bordeaux). Tenta di fuggire ma viene arrestato in Svizzera il giorno dopo. Si rende insolvibile.
Liberato per ragioni mediche il 18 settembre 2002, contesta le condizioni del suo processo dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo che gli dà ragione solo su un dettaglio procedurale.
Muore vicino Parigi il 17 febbraio 2007.

 

Il tedesco Klaus Barbie, responsabile della Gestapo a Lione
Ricondotto in Francia nel 1983 dai coniugi Klarsfeld, è processato a Lione nel 1987.
La sentenza pronunciata il 4 luglio 1987 è la prima pena per crimini contro l’umanità comminata in Francia.

 

Altri paesi

 

Nel corso di questi ultimi anni alcuni paesi europei hanno giudicato diversi autori di crimini contro l’umanità commessi durante la Seconda Guerra mondiale. E’ il caso dell’Italia (Gerhard Sommer, Ludwig Sontag e Alfred Schonenberg condannati all’ergastolo nel 2005), della Spagna (Anton Tittjung, in corso), del Canada (Imre Finta, assolto nel 1994), …